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Test di Ishihara
Si tratta del metodo più comune e rapido per determinare se un soggetto è daltonico e di che tipo, ma anche il meno accurato.

Il “test di Ishihara” prende il nome dal proprio inventore, Shinobu Ishihara, professore all’Università di Tokyo; si tratta di 38 tavole colorate, definite tavole pseudo-isocromatiche poiché costituite da puntini di diversa dimensione, con piccole differenze di tinta, saturazione e luminosità, su cui è riportato un numero o un percorso di colore diverso rispetto al fondo.
Il numero o percorso risulta visibile alle persone con una visione cromatica normale, ma è invisibile o difficilmente riconoscibile per i daltonici.
Esiste anche una versione ridotta del test, consistente di 24 tavole.



Tavole di Ishihara



Le tavole 1 e 38 sono esemplificative: servono a spiegare il test, eventualmente depistando l’osservatore, e sono chiaramente visibili da tutti i soggetti.
Le figure 2, 3, 4, 5, 36 e 37 servono ad indagare la confusione rosso-verde, risultando confuse per chi ha questo tipo di discromatopsia; lo stesso vale per le tavole 6, 7, 8, 9, 34 e 35, ma con i colori invertiti rispetto alle precedenti.
Le figure 10, 11, 12, 13, 32 e 33 indagano la confusione verde/blu-arancione, tipica dei soggetti tritanopi o tritanomali, così come le 14, 15, 16, 17, 30 e 31, a colori invertiti.
Le tavole 18, 19, 20, 21, 28 e 29 si basano su una logica differente: il cerchio è costituito da diverse bande di colori simili, nelle quali gli individui normali e acromati non distinguono alcuna cifra, mentre può accadere il contrario per individui affetti da discromatopsia.
Per discriminare i protanopi dai deuteranopi si utilizzano le tavole dalla 22 alla 27, costituite da due numeri o due percorsi di colori molto vicini tra loro, il primo neutro per i protanopi e il secondo per i deuteranopi, su uno sfondo di puntini grigi. Un protanope e un deuteranope vedono una sola cifra, mentre i tricromati normali le vedono entrambe, ma una meglio dell’altra.